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presa al volo / n°67

presa 67

 presa al volo / n°67 - 02.01.21

  

W lo Sport

 

 

Io non sono in grado di dirvi se gli eventi accadono per caso o se invece sono determinati dal destino.
Di certo la pandemia ha portato buio e dolore. E, almeno in me, una forte sensazione di impotenza.
Impotenza. La molla è stata proprio questa. Vuoi gli insegnamenti silenziosi di mio padre vuoi le dolorose lezioni impartite dallo sport che ho praticato, quando mi sento impotente ho bisogno di reagire. Non importa con quali aspettative di successo. Reagire. Per tenere la testa sempre alta, per non sentirsi portare via inermi dalla corrente, per continuare ad avere rispetto di sé stessi. Del resto, non sono forse questi alcuni degli insegnamenti più importanti che cerchiamo di trasmettere ai nostri allievi? E non fa differenza se essi sono atleti, studenti o figli.

L’obbiettivo della reazione è stato chiaro da subito.
In parte concreto e pragmatico: aiutare nella loro attività sportiva giovani atleti promettenti e volenterosi in situazione di disagio economico; in parte più ambizioso e a lunga scadenza: stimolare le società sportive ad uscire dal recinto del loro impianto per incontrare le altre, senza distinzione di disciplina, e così formare un’unica grande squadra in grado di fronteggiare le difficoltà comuni.
Nella prima e-mail in cui l’idea veniva condivisa erano già presenti parole come “board”, “squadra”, “aiutare” e infine una frase fondamentale: “…noi siamo sport”.
Era il 3 maggio 2020. Eravamo ancora rinchiusi dal lungo lockdown, messi alle corde da restrizioni e difficoltà.
Da quel giorno, prima assieme a Guido e poi con il fondamentale e prezioso aiuto di Lisa, Pierre, Sergio, Manuele, Bobo, Tiziano, Corrado e Paolo l’idea è diventata progetto. Il 24 luglio lo abbiamo presentato pubblicamente. Prima e dopo di quella data abbiamo investito moltissimo nella sua diffusione: totem collocati in città, locandine, flyers, interviste, articoli, contatti… perché rendere visibile, raccontare e spiegare ciò che stavamo proponendo è diventato ben presto una priorità. Un altro dei nostri obbiettivi.
Il progetto è stato abbracciato con entusiasmo da 19 società sportive (di cui 2 prive di settore giovanile) e da ulteriori 4 entità che operano sempre nel campo sportivo. Una squadra nutrita e sicuramente rappresentativa.
Ma non è stato un cammino in discesa.
Riuscire a cambiare la propria prospettiva quando ogni giorno sei pressato da difficoltà che pretendono soluzioni immediate, non è facile. E non è semplice nemmeno scavalcare il recinto che tu stesso sei costretto a rinforzare ogni giorno per difenderti da problemi nei quali spesso sei lasciato solo.
Ne eravamo coscienti fin dall’inizio. Ed è per questo che non abbiamo ascoltato chi ci suggeriva di lasciar perdere o ha sentito la necessità di sussurrare il nostro fallimento basandosi unicamente sui numeri. E abbiamo continuato. Noi sapevamo bene che il solo aver iniziato il cammino ed averlo proposto ad altre realtà era già un successo.
Bravi tutti.

Ora siamo arrivati alla fine.
Non abbiamo ancora i dati ufficiali. Abbiamo raccolto 25, forse 26, ma potrebbero essere 27 borse di sport che assegneremo tutti assieme il 14 gennaio. Questo significa che altrettanti ragazzi potranno godere di un aiuto nella loro pratica sportiva.
Ma abbiamo anche raccontato una storia ad alta voce. Conosciuto e fatto conoscere nuove realtà. Tessuto rapporti con altre società e tra le società. Creato un punto di incontro inedito. E ancora tutti assieme abbiamo seminato bene visto che in occasione del primo Board, il Comune ha manifestato la volontà di creare, sulla scia della nostra iniziativa, un distretto sportivo permanente.
Forse potevamo fare di più e meglio. Come sempre. Ma di certo abbiamo fatto un primo passo. Importante.
Perché vedete, per quanto qualcuno si comporti o prenda decisioni dimostrando di non averlo ancora capito, lo Sport non è un semplice passatempo, un capriccio o “solo” divertimento.
Lo Sport è molto, molto di più.
Lo sport, ad esempio, è anche tutto questo.

Grazie a tutti di cuore e W lo Sport.

Paolo Marta